: laboratorio di elegnem :
Nello spirito di scrittura aperta a collaborazioni esterne dal quale proveniamo e al quale vogliamo mantenere fede, in questa sezione del sito lanciamo un progetto laterale da condividere con tutti i navigatori che abbiano voglia di divertirsi a manipolare la materia prima del nostro romanzo per darle forme nuove.
Si tratta di scrivere un racconto con caratteristiche simili ad alcuni capitoli intermedi del libro (intitolati I Sentieri di Seth) che nel corpo dell'intreccio illustrano la storia, il percorso e gli effetti di una sostanza potentissima e segreta attorno alla quale ruota il destino dei protagonisti.
Alcuni scrittori hanno già aderito all'esperimento e cominceremo a inserire in questa pagina i loro contributi entro breve.
Se vi va, scrivete un vostro Sentiero di Seth e inviatecelo. Se sarà compatibile con l’immaginario evocato nei “Sentieri” del libro (pure in assoluta libertà riguardo a ogni scelta di tecnica narrativa e di ambientazione), verrà inserito nel nostro sito insieme a quelli di altri amici scrittori e di tutti i navigatori della rete che si vorranno cimentare.
Di seguito riportiamo i due Sentieri presenti nel libro, due scritti appositamente per il sito e gli apocrifi arrivati fin ora...
Primavera 1594, Tirgoviste, Valacchia
“Ne sarei davvero lieto e orgoglioso.”
“Ma non puoi esserne certo...”
“Ti dico che l’ho vista più e più volte vomitare l’orzo.”
“Lo so... Ma questo non significa per forza che lo sia.”
“Lo è! Sono suo padre. Lo sento, ne sono sicuro. E comunque non c’è più tempo per discutere adesso...”
I due mercanti parlavano a voce bassa, nascosti dietro un albero al limitare di una boscaglia, nel buio. Poco distante, una decina di soldati malmenavano una giovane donna, denudata e in preda alla follia. I mercanti facevano parte della stessa spedizione.
Erano giorni difficili. Valacchia, Transilvania e Moldavia si erano ribellate agli oppressori ottomani, diventando scenario di una sanguinosa battaglia tra cristiani e sudditi di Maometto III. (continua a leggere...)
Aprile 1614, Firenze, Italia
La luce pomeridiana riverberava sullo sterrato di piazza della Signoria, per poi disperdersi fievole tra i vicoli, senza riuscire a rischiarare l’interno dell’Osteria de’ fratelli: un bugigattolo pregno di effluvi ora gradevoli ora rivoltanti. Due uomini a un tavolo in fondo parlavano pacati, davanti a bicchieri colmi di vino. Nessuno di loro li avrebbe vuotati.
“Credo sia cominciato, Kaled.” (continua a leggere...)
30 agosto 1692, Andivor, Massachusetts
Abigaill quella mattina non si sentiva bene, si era svegliata con una leggera febbre e la fronte imperlata di sudore. Il cielo era ancora scuro, l’aria salmastra penetrava gli interstizi nel legno della casa. C’erano molte cose da fare, come ogni giorno, e lei non esitò nemmeno un istante, nonostante il malessere.
Infilato il lungo vestito nero, il grembiule e la cuffia bianca, scese in cucina per preparare la colazione al marito Ebenezer. Il fuoco scoppiettava nella stufa, l’acqua vibrava nella pentola, con qualche accenno di bollicine. Tra un rimestare le uova e un riattizzare la fiamma, forti ondate di calore e vertigini le investirono il petto e la testa. Le tempie pulsarono. Si mise a sedere a capotavola, stringendo le palpebre, brividi le percorrevano il corpo. Si alzò, decisa ad andare fino al pozzo a recuperare un secchio d’acqua fresca, per immergere il viso e fare impacchi per la fronte.
Stava per uscire, quando il crocifisso sopra la porta girò la testa verso di lei. (continua a leggere...)
Londra, 1818.
Sir Joseph Banks, il presidente della Royal Society, non era ancora arrivato. Così gli aveva riferito il maggiordomo dall’aria contegnosa e giallognola mentre lo faceva accomodare in anticamera. Washington Irving trasse l’orologio dal taschino e controllò l’ora: in effetti era arrivato in buon anticipo. Banks era uno dei membri anziani dell’accademia e Irving doveva incontrarlo per assolvere una delle noiose incombenze del corpo diplomatico americano del quale faceva parte lì a Londra. La smania di cominciar prima per finir prima, evidentemente, gli aveva fatto accelerare troppo il passo, procurandogli un effetto opposto a quello desiderato: avrebbe dovuto anche aspettare. (continua a leggere...)
17 aprile 1900, Istituto di Anatomia Patologica, Università di Vienna
L’équipe del dottor Karl Landsteiner era composta dalle migliori promesse di tutto il paese nel
campo medico. Nel 1898 il Direttore dell’Istituto aveva fatto carte false per far approvare il preventivo dei costi del progetto al Consiglio di Università, aggiustando alcuni conti in modo improprio ma senza esagerare; abbellendo, come aveva sostenuto in confidenza durante i brindisi. Il progetto di ricerca nella nuova frontiera della cosiddetta immunologia interessava parecchio gli anziani baroni della prestigiosa accademia viennese e aveva permesso di dare spazio e risalto a Landsteiner, giovane trentenne di grandi speranze per l’Austria. (continua a leggere...)
Cenabum (Gallia Celtica, regione dei Carnuti), autunno dell’anno 700 a.U.c.
La ragazza uscì dalla stanza. L’ufficiale romano rimase da solo ad attendere il padrone di casa.
Lucio, questo era il suo nome, era appena arrivato in città. Aveva trentasei anni, e comandava una delle legioni di Cesare. Neppure una settimana prima si trovava nella Belgica, pronto all’acquartieramento invernale, quando era successo il fattaccio. Una congiura tra i Carnuti, un popolo di Galli che abitava le foreste della Loira, e l’assassinio del loro re Tasgezio, leale a Roma. Brutta grana. “Mostra al tuo generale quanto vali, Lucio.” Come al solito, Cesare era stato conciso ed essenziale: “Recati con i tuoi uomini a Cenabum, stacci per qualche mese, pacifica la regione e portami i colpevoli in catene. Puoi andare.”
Lucio non aveva perso tempo, e in pochi giorni era arrivato a destinazione. Mentre la legione si accampava fuori dall’abitato, aveva mandato subito degli uomini per chiedere udienza ai massimi esponenti della comunità locale. Voleva fare le cose per bene. La mattina dopo, però, l’unico a degnarlo di una risposta e invitarlo a un colloquio era stato un certo Admar, Primo Druido e capo spirituale della città. Meglio di niente, aveva pensato, ed era subito andato a incontrarlo. (continua a leggere...)
22 agosto, tre giorni prima della fine
La casa aveva una porta d’ingresso di legno pregiato con borchie e cardini di bronzo.
L’afa era insopportabile. L’egiziano si asciugò la fronte con la pezzuola di lino immacolato e ci batté sopra con forza. Il metallo scottava sotto le dita.
La porta si aprì e qualcuno, un servo?, socchiuse appena il battente, con prudenza.
“Chi sei? “interrogò sottovoce, poco più che un sospiro rauco.
“Sono io, Thesis” sussurrò in risposta.
“Fatti riconoscere” ingiunse il suo interlocutore perentorio, celato dal nero profondo dell’ombra.
“In nome di Seth”. (continua a leggere...)
Campo di raccolta dei prigionieri pagani
Ippolito adorato,
la più funesta delle profezie si è avverata. La nostra vita, il nostro sapere e tutto quello che, fin da piccoli, abbiamo imparato a conoscere e ad amare è profanato o annientato. I nostri dei sembrano essersi ritirati per sempre, offesi dall’orrore che pervade ogni cosa. Sento che anche il mio tempo su questa terra si sta consumando. (continua a leggere...)
Masyaf - Siria, Jumada 658 / Febbraio 1260
Un sospiro appena. Un flebile lamento subito strozzato. Chiuso nel suo baldacchino tempestato di gemme, celato da un velo di seta chermisi, il vecchio si strinse fra i cuscini damascati, percorso dal fremito delle proprie inquietudini. (continua a leggere...)
I Maestri d’Arme - Mater Manus - Edipo matricida / Edipo mancipium -
Bononia 1472 - 1507 - Il Negromante.
La giornata era grigia, dominata da un cielo plumbeo che preannunciava tempesta, minacciando i chiassosi avventori del mercato di Bononia. Guido Antonio di Luca vi gettò appena uno sguardo duro, come se cogliesse tra le nubi color cenere qualche oscuro presagio, poi riprese il suo cammino. Coperto da un pesante tabarro e un cappello a falde larghe, procedeva verso lo studium della celeberrima università bononiense tagliando per vicoli e stradine, evitando le arterie urbane affollate di persone, cercando di farsi notare il meno possibile. (continua a leggere...)
I due galeoni avanzavano lenti, tracciando la rotta che quattro caravelle seguivano obbedienti. La piccola flotta aveva lasciato le isole Canarie da meno di un giorno, sfruttando un lieve vento nell’attesa d’incrociare gli alisei.
Giulio de’ Marchi era appoggiato alla balaustra del castello di poppa di una delle caravelle e guardava il grosso galeone alla testa del convoglio. Il veliero procedeva con un lieve rollio scivolando sul mare mansueto. L’italiano pensò che nelle sue stive doveva esserci tanta polvere da sparo da radere al suolo l’intero Nuovo Mondo, comprese le encomiendas che Filippo IV di Spagna aveva appena siglato. (continua a leggere...)
Francia, 1771
Le ultime parole di André Guillaume de Florin, quinto visconte di Solian, erano appese nell’aria da alcuni minuti: “una morte atroce”.
Le aveva pronunciate per ultime apposta, e si era compiaciuto del silenzio un po’ cavernoso che avevano lasciato nella biblioteca, rotto solo dal crepitio irregolare dei ceppi nel caminetto.
Ma al visconte ora sembrava che questo effetto gli si stesse rivolgendo contro, e le sue parole – rifletteva – sembravano pesare molto più su di lui che sulla sua interlocutrice. Sophie infatti sedeva con espressione piuttosto ineffabile nella sua poltrona, anzi, aveva persino appoggiato la gamba sul bracciolo in un modo intollerabilmente maschile, e ora lasciava dondolare il suo piccolo piede avanti e indietro, calzato in scarpette di raso color lavanda. (continua a leggere...)
Schaffhausen, contrada di Meersburg - Svizzera tedesca, 5 marzo 1815
Dal primo marzo un attacco di apoplessia gli aveva paralizzato il lato destro del corpo. Dalla sua gola non usciva più voce, soltanto un lungo sibilo regolare come di un sifone rotto.
L'armonica a cristalli dell'abate Steiner accompagnava l'agonia giorno e notte, il pover'uomo stoicamente non mangiava e si interrompeva soltanto per prendere qualche sorso d'acqua e per imprescindibili esigenze corporali.. (continua a leggere...)
Oklahoma, 1882, Sul finire di un caldo pomeriggio di giugno.
Si accorse subito degli spari. Fucili. Troppi perché fosse solo una battuta di caccia. Venivano da oltre la collina alla sua destra. Avrebbe potuto tirare dritto lungo la sua pista. Ma non era quel genere di persona. Era un ranger del Texas.
E qualsiasi cosa stesse succedendo oltre quella collina, anche se quella non era la sua giurisdizione, erano affari suoi. Voltò il cavallo e si lanciò al galoppo, estraendo il fucile. (continua a leggere...)
Milano, 27 febbraio 1958
Luciano, ore 9 e qualcosa
Milano era fredda e carogna e lo studio del dottor Lopersi era troppo verde.
L’intonaco, le piastrelle, persino le copertine di Epoca e Gente. A Luciano pareva di stare in un enorme pisello con le finestre sporche.
Sudava, i caloriferi non davano tregua: brutta roba, il dentista.
Guardò l’ora e poi sua moglie Sofia: stava invecchiando. Sembrava una vecchia mamma, e di anni ne aveva appena ventuno. I peli biondi sulle braccia, l’ombretto azzurro, i capelli a modino.
Invece di figli neanche l’ombra. (continua a leggere...)
New York , 1969
«A che cosa stai pensando, Patricia?»
«Al sangue. Fontane di sangue che scendono dalle mie braccia, dagli occhi, dalle labbra, dai capezzoli. Mi procuro delle incisioni, là dove passano le arterie, e lascio che il sangue esca da me».
Ha tracciato un corpo femminile stilizzato, su un foglio, e con un pennarello rosso lo segna nei punti che va nominando. (continua a leggere...)
Giugno 1975, Hevalo Club, Bronx, New York City, U.S.A.
-Ecco cosa succede quando i fratelli si allontanano dalla regola,- sentenziò Q’tb.
-No, questo succede quando un fratello oltrepassa il limite,- sibilò Maelculm alzandosi in piedi di scatto e rovesciandosi i lunghi dreadlock al di là della schiena con una frustata. Afferrò il collo della bottiglia che stava sul tavolo e vide il lampo di terrore negli occhi di Q’tb. Ghignò, batté il fondo della bottiglia, senza infrangerlo, sulla superficie di ferro del tavolo. La lasciò lì, e indicò la porta dell’Hevalo con un gesto del mento: -Esci. (continua a leggere...)
Sulla ulitza Mokhovaja si aggirava quella che sembrava essere un persona, mentre sulla parete colpita dal disco lunare, veniva proiettato un profilo umano con una testa caprina che guardava verso l'alto, verso l'unica finestra che emanava luce dalla casa Pashkov, uno dei più caratteristici edifici neoclassici della città. Un grave errore era stato commesso dalla cellula per cui era necessario provvedere in maniera decisa e veloce come consigliato. Era importante conservare e rigenerare Al-Harith nel blocco orientale, conservarlo attivo dopo i residui della guerra fredda che aveva preoccupato e condizionato il mondo intero. (continua a leggere...)
Sanpietroburgo, 23 ottobre, 5:30 a.m.
Anatoly Livtinienko fu svegliato nel cuore della notte dallo squillo del telefono. L’uomo impiegò alcuni secondi per riuscire a riconnettere la mente con la realtà circostante. Quindi si mise a sedere sul bordo del letto, afferrò la cornetta e se la portò all’orecchio.
– Pronto?
Dall’altro capo della linea la voce ferma del Colonnello, ufficiale dell’unità “Gruppo Alpha2”, emerse dai vasti oceani dell’etere.
– Abbiamo un problema. (continua a leggere...)
Irak 2003
“Ciao, Linda. Come va oggi?”
Non va per un cazzo bene, avrebbe voglia di rispondergli lei. Anche se cerca di non darlo troppo a vedere, si sorregge al muro e sente mal di stomaco. Un mal di stomaco insopportabile, una noce dura di dolore rimasta impigliata tra le viscere.
“Sto benissimo”, risponde.
Charlie le sventola addosso il suo solito, allegro sorriso che per un momento gli distende i baffi in una perfetta linea orizzontale. Poi le allunga la pillola. (continua a leggere...)
Italia, 2006
Se la notte s'infila verso il giorno alla velocità del diavolo, allora è tempo di riflettere. In religioso
silenzio. Non era previsto, non era necessario. Non ha provocato piacere.
Non resta che fermarsi a contemplarlo quel corpo, senza indugiare oltre perché la circostanza
richiede azioni pratiche e precise. In un arco di tempo limitato. I due devono farsi bastare il tempo
dello stupore, almeno della presa d'atto. Vetrino a pochi centimetri dalla bocca, ascoltazione toracica.
Lavorare di logica in assenza di emozioni. Nessuna sensazione si affaccia al dolore, alla compassione (continua a leggere...)
Olanda 2006 : Cristina Capacchietti :
L'Aia, sera dell’11 marzo 2006.
Sentiva una strana adrenalina salirgli dentro, mentre Tomanovic usciva a passo svelto da un portone laterale, scortato da una guardia.
La macchina che lo aspettava fuori già da venti minuti scomparve dal monitor dopo pochi istanti.
Sentiva la bocca asciutta. Finse di osservare distrattamente le porte che si chiudevano, appoggio’ le mani a palmo aperto sulle cosce, facendo una leggera pressione per alzare il collo e scrutare quel poco dell’Aia che si intravedeva dalla grata della loro cabina. (continua a leggere...)
Monte Vidon Combatte, Italia, settembre 2006 -
“Allora, è lei?” la voce nell’auricolare bluetooth aveva un suono metallico. Il nuovo apparecchio per lo scrambling li proteggeva dall’ascolto di orecchie indiscrete, ma aveva un effetto sgradevole per l’orecchio raffinato di Marcus Wise, abituato al meglio dell’hi-fi.
“Sì, è lei” rispose Marcus, con il suo italiano dalla pesante cadenza americana. Si chiese che effetto facesse la sua voce dopo essere passata per tutte quelle rielaborazioni tecnologiche, prima di giungere al suo interlocutore.
“L’abbiamo trovata, finalmente!” esclamò la voce al telefono, “Dopo cinquant’anni e otto confratelli morti. Questa volta non ci deve sfuggire”. (continua a leggere...)
Roma 2007
Bianca si svegliò di soprassalto. Sotto i polpastrelli l'appiccicaticcio della Coca Cola versata sulla tastiera del pc. Imprecò tra sé. Ormai succedeva tutte le sere. Si portava a casa gli articoli da finire e rimaneva fino a tardi in sala a scrivere al portatile, mentre suo padre dormiva nella stanza a fianco.
Andava avanti per ore, per poi addormentarsi a sua volta e risvegliarsi di botto al suo tavolo di lavoro, come disturbata da un'influenza maligna. (continua a leggere...)
Milano 21 aprile 2008
La giovane donna in camice bianco esaminava un campione di sangue al microscopio.
Il sangue era il suo, e lei lo esaminava con interesse, senza che l’accuratezza della sua osservazione e l’economia precisa dei movimenti subissero il turbamento del muto terrore che si agitava dentro di lei, lascito della orrenda avventura che aveva vissuto qualche giorno prima e che aveva fatto sì che la sua vita non fosse più la stessa. (continua a leggere...)
Masr, 20 dicembre 2012 [era volgare]
“Ma ancora non ci credo.”
“Non è una questione di fede, ma di certezza: le prove non mancano.”
“Sì, ma per millenni nessuno l’ha saputo capire!”
“Era scritto che accadesse ora, cioè alla mezzanotte: ciò che deve accadere accadrà, e poi ringrazia dio se sarà venerdì!” (continua a leggere...)
Milano, Periferia Nord, anno 2115.
L’uomo era solo una sagoma scura, una luce azzurrata lo colpiva alle spalle proteggendone i lineamenti. Nell’aria ferma alabastri di fumo venivano infranti dal suo andirivieni. L’altro, prigioniero su una sedia dai cuscini tarlati, sedeva in una pozza d’ombra più nera: non gli avevano fatto del male, non ancora. (continua a leggere...)
Brahmaputra, Brahma’s Sun 2260
Il rombo dei proiettili vibrava feroce nella sua testa. A ogni nuovo impatto – spesso separato dal precedente da una frazione di secondo, il tempo del battito d’ali di una mosca d’acciaio – si sprigionava una pioggia metallica che interferiva con la sua percezione di sé e del mondo. Il ronzio elettronico si propagava attraverso l’albero sinaptico in profondità dentro di lui, andando ad accarezzare col suo tocco ruvido e ostile le radici del preconscio, lontano dalla superficie della consapevolezza. (continua a leggere...)
La vicenda in sintesi: una società segreta, l'Ariete, originatasi... be' leggetevi il libro :-]
nota: I SENTIERI DI SETH sono leggibili anche come documento pubblico su Google Documenti e Fogli di Lavoro
GLI AUTORI DEI SENTIERI APOCRIFI
Mario Moi 700 ab urbe condita
Patrizia Debicke van der Noot 79
Roberto Calogiuri 396
Roberto Speranza 1260
Jari Lanzoni 1472
Fabio Ancarani 1633
Monica Mazzitelli 1711
Geies 1815
Alessandro Vicenzi 1872
Simone Sarasso 1958
Claudio Morandini 1969
Jacopo Nacci 1975
Aldo Ardetti 1985
Simone Conti 2002
Cristiano Brignola 2003
Saverio Fattori 2006
Cristina Capacchietti 2006
Paolo Agaraff 2006
Giampietro Stocco 2007
Maria Grazia Beltrami 2008
SparaJurij 2012
David Riva 2115
Giovanni de Matteo 2260